Si è svolto ad Ancona l’incontro “Porto, territorio e Paese: il Mare Adriatico centrale tra traffici, infrastrutture e innovazione”, promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e dal suo Presidente, Vincenzo Garofalo e che ho avuto il privilegio di moderare.
Un appuntamento che ha avuto il pregio, non scontato, di andare oltre una lettura descrittiva del sistema portuale, per entrare nel merito delle dinamiche che oggi ne determinano competitività, ruolo e prospettive.
Ad essere al centro del confronto è stata la funzione strategica del porto di Ancona e del sistema portuale dell’Adriatico centrale, letta non solo nelle sue specificità operative, ma all’interno di un disegno più ampio che tiene insieme territorio, filiere produttive e scenari internazionali.
Un dibattito che acquista ulteriore rilevanza se collocato nel contesto attuale, segnato da profonde trasformazioni geopolitiche e dall’avvio della riforma della governance portuale, elementi che stanno ridefinendo il posizionamento dei porti italiani nello scenario euro-mediterraneo.
La centralità del sistema portuale e la dimensione strategica del Mediterraneo
I saluti istituzionali di Stefano Tombolini, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Ancona, dell’Ammiraglio Ispettore (CP) Vincenzo Vitale, Comandante della Capitaneria di Porto e Direttore Marittimo delle Marche, e dell’europarlamentare Carlo Ciccioli hanno richiamato con chiarezza un tema di fondo: la necessità di rafforzare una vera coscienza marittima.
Una consapevolezza che passa dal riconoscimento della centralità del Mediterraneo e, in particolare, del ruolo strategico del corridoio adriatico-ionico, come snodo di connessione tra mercati, filiere e direttrici di traffico.
Un messaggio ribadito anche nel messaggio del Presidente di Assoporti Roberto Petri, che nel suo intervento ha sottolineato come, in un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni geopolitiche ed economiche, il sistema portuale italiano assuma sempre più il ruolo di asset strategico per la competitività del Paese e per la tenuta delle catene logistiche.
In questo quadro, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale viene indicata come un esempio significativo di integrazione tra sviluppo infrastrutturale, visione strategica e connessione con il tessuto produttivo.
Scenari, traffici e posizionamento: il ruolo dell’Adriatico centrale
L’intervento introduttivo di Alessandro Panaro, Capo Servizio Maritime & Energy di SRM, ha offerto un inquadramento economico utile a leggere il posizionamento del sistema portuale dell’Adriatico centrale alla luce dei nuovi scenari.
La crescente mutevolezza del contesto geopolitico incide in maniera diretta sui traffici e sulle catene logistiche, rendendo sempre più necessario un approccio capace non solo di interpretare, ma anche di anticipare le dinamiche in atto.
In questo senso, emerge con chiarezza l’importanza di comprendere e prevedere gli scenari per orientare gli investimenti, valorizzando una percezione già positiva del sistema portuale da parte del tessuto manifatturiero.
Governance e competitività: un sistema da rendere più efficiente
Il primo panel, dedicato al rapporto tra governance e competitività, ha affrontato uno dei nodi centrali del sistema portuale italiano, con il contributo di Tomaso Cognolato, Presidente di Assiterminal, Giuseppe Rizzi, Direttore Generale di Fermerci, Gaudenzio Parenti, Direttore Generale di ANCIP, Alessandro Santi, Past President di Federagenti, Luca Brandimarte, Responsabile Porti, Logistica e Concorrenza di Assarmatori, ed Edoardo D’Andrea, Responsabile Politica dei Trasporti di Confitarma.
Dal confronto è emersa la necessità di un modello di governance più efficace, capace di coniugare visione nazionale e capacità di adattamento ai territori. Un equilibrio ancora non pienamente raggiunto, ma ritenuto essenziale per rafforzare il posizionamento competitivo dei porti italiani.
Tra i temi più ricorrenti:
- la necessità di semplificazione normativa e amministrativa
- il rafforzamento del coordinamento tra livello nazionale e territoriale
- il superamento dei colli di bottiglia operativi
- l’integrazione tra porto, retroporto e sistema logistico
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’integrazione porto–ferro, riconosciuta come leva decisiva per la competitività del sistema Paese, e alle criticità legate all’ultimo miglio ferroviario, che continuano a rappresentare un fattore limitante.
Allo stesso tempo, è emersa con forza la centralità del lavoro portuale come elemento strutturale della competitività, insieme alla necessità di modelli organizzativi più efficienti e omogenei.
Il confronto ha inoltre evidenziato come, in uno scenario internazionale sempre più competitivo e instabile, i fattori che determinano l’attrattività di un porto non siano più solo infrastrutturali, ma includano qualità dei servizi, efficienza della comunità portuale e capacità di coordinamento tra gli attori.
Un ulteriore elemento di pressione è rappresentato dal quadro regolatorio e dai costi, a partire dall’impatto dell’ETS, che rischiano di incidere sulla competitività del sistema italiano rispetto ad altri Paesi europei.
In questo contesto, è emerso anche un cambio di paradigma: non più solo geopolitica, ma sicurezza delle rotte, resilienza dei sistemi e capacità di risposta a scenari instabili.
Porto, ZES e filiere: le connessioni che generano sviluppo
Il secondo panel, dedicato al rapporto tra porto, ZES/ZLS e filiera logistica, ha visto gli interventi di Giacomo Bugaro, Assessore allo sviluppo economico, logistica e ZES della Regione Marche, Diego Mingarelli, Presidente di Confindustria Ancona, Giacomo Bramucci, Presidente di Confcommercio Marche Centrali, e Attilio Mucelli, Consigliere dell’Associazione Marche Yachting and Cruising e Direttore Generale di Sail Adv.
Dalla discussione è emersa la necessità di trasformare strumenti come le ZES e le Zone Franche Doganali in veri acceleratori di investimenti e crescita economica, superando i limiti ancora presenti in termini di governance, semplificazione e attrattività.
Un elemento chiave riguarda la capacità di costruire un raccordo efficace tra porto, industria e sistema territoriale, valorizzando il ruolo del porto non solo come infrastruttura logistica, ma come piattaforma di sviluppo integrato.
In questo quadro, la certezza dei tempi e la riduzione del peso burocratico rappresentano condizioni imprescindibili per attrarre investimenti e sostenere la competitività delle imprese.
Accanto alla dimensione industriale, è emersa anche la crescente rilevanza della componente turistica e della nautica, con particolare riferimento alla cantieristica e al segmento della nautica di fascia alta, riconosciuti come filiere ad alto valore aggiunto ancora non pienamente sviluppate.
Il rafforzamento del legame tra porto, città e sistema economico locale è stato indicato come uno dei passaggi chiave per trasformare i traffici – merci e passeggeri – in valore per il territorio.
Una piattaforma di sistema tra territorio e scenario internazionale
Nel complesso, l’incontro ha restituito l’immagine di un sistema portuale in evoluzione, chiamato a confrontarsi con sfide complesse ma anche con nuove opportunità.
Il porto di Ancona e il sistema dell’Adriatico centrale emergono come una piattaforma che, per consolidare il proprio ruolo, dovrà continuare a lavorare su alcuni assi fondamentali:
- sviluppo infrastrutturale e connessioni
- integrazione logistica e industriale
- semplificazione e governance efficace
- capacità di adattamento agli scenari geopolitici
- rafforzamento del rapporto porto–territorio
Un percorso già avviato, ma che richiede continuità, visione e capacità di tradurre il confronto in azioni concrete.
A chiudere la mattinata, il videomessaggio del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il dialogo con il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale Vincenzo Garofalo e l’intervento del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che hanno riportato il confronto su una dimensione di sintesi tra visione strategica, programmazione e ruolo del porto nello sviluppo del territorio.

Roberta Busatto
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".



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