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Riforma portuale e crescita marittima: sfide e soluzioni

Margine del vice ministro al Mit Edoardo Rixi all’assemblea Assarmatori in corso a Roma
Riforma portuale

Rixi:
Abbiamo dati rispondenti e, tra l’altro, ho condiviso l’incontro sulle costruzioni navali. Noi rischiamo che il check-in della nostra flotta, il rimontaggio, anche a causa dell’utilizzo dei nuovi sistemi di carburante, adesso stia entrando in stallo con l’arrivo delle nuove navi GNL.

Prossimamente, molte navi, soprattutto quelle dei traghetti, che sono le più vecchie, dovranno essere portate nei cantieri e sostituire i motori. Capite bene che l’Europa, che ha più del 50% delle navi mondiali, rischia di non costruirne nemmeno una all’interno del continente europeo, a causa delle attuali normative. Infatti, è più conveniente per gli armatori portarli in Turchia piuttosto che nel sud-est asiatico o in Cina.

È evidente che questo è un problema che, se non risolviamo nei prossimi anni, rischiamo di perdere una delle competenze più grandi che il nostro Paese ha. Oggi il nostro sistema cantieristico è una delle eccellenze a livello mondiale. Fincantieri è leader indiscusso nella costruzione di incrociatori, ma ad esempio, già oggi tutte le navi devono fare i conti con la questione dell’ETS, una tassa che noi abbiamo sempre criticato a livello europeo, soprattutto nel settore marittimo. Le emissioni, infatti, vanno ad incidere su un settore che, pur producendo emissioni, ne fa molto meno del trasporto stradale. L’altro tema riguarda il fatto che la cantieristica europea debba essere sollevata dai vincoli sugli aiuti di stato. Oggi ci troviamo a fare i conti con colossi, in particolare la Cina, che utilizza il bilancio pubblico per abbattere i costi e comprare fuori dal territorio europeo.

Relatore:
Per quanto riguarda la nomina dell’autorità portuale, a che punto siamo e quali sono le dichiarazioni già fatte in campo?

Rixi:
Questo va chiesto al presidente della commissione, credo che lo dirà adesso, perché il governo non può osare vincoli al Parlamento. Quello che credo è che nelle prossime settimane verranno votati, ma è una scelta parlamentare, non governativa. Noi abbiamo provato a mettere la figura dei commissari, abbiamo avuto un’intesa con i presidenti delle regioni per garantire la continuità operativa degli scali in attesa che le camere si esprimessero. Non vogliamo creare frizioni tra governo e parlamento, perché crediamo che l’Italia sia una grande democrazia parlamentare, quindi è giusto che le camere votino quando saranno pronte. Il mio auspicio è che questo avvenga il prima possibile.

Relatore:
Parlando della nomina dei commissari e presidenti in Normandia locale, ci sono novità sulla Darsena Europa? E quando arriverà il presidente?

Rixi:
Noi crediamo che su tutte le opere infrastrutturali ci debbano essere commissari ad hoc. È stato così per la diga di Genova, e a mio avviso dovrebbe essere così anche per Darsena Europa. Sulle grandi opere, le conoscenze tecniche e specifiche non devono distogliere l’attenzione del presidente dell’autorità portuale sulla gestione dello scalo, che deve rimanere operativo in ogni condizione. Oggi la nostra capacità logistica è determinata dalla capacità dei nostri porti, quindi vogliamo razionalizzare situazioni che si sono sviluppate in modo irrazionale. Spesso l’energia è stata indirizzata verso le opere, ma ora occorre concentrarsi sulla gestione dei rapporti con i concessionari, soprattutto in questo momento di aumento dei volumi di traffico.

Relatore:
Cosa si sta facendo per la sicurezza sul lavoro nel settore marittimo?

Rixi:
Abbiamo già attivato una serie di protocolli con tutte le aziende per privilegiare la sicurezza marittima e la sicurezza sul lavoro, in particolare nei porti. Stiamo cercando di portare avanti anche una proposta legislativa, speriamo che venga approvata il prima possibile. Il Ministero sta cercando di inserirla in ogni decreto, ma continuiamo a spingere. Uno degli aspetti più critici è la sicurezza del personale più anziano che lavora sulle banchine. Stiamo cercando di prevedere anche misure come il prepensionamento o la riduzione dei doppi turni, soprattutto per le compagnie. Recentemente abbiamo assunto 100 lavoratori a Genova per far fronte all’aumento del traffico e gestire meglio il lavoro senza aumentare i rischi.

Relatore:
Come va la riforma portuale?

Rixi:
Abbiamo concluso il testo della riforma portuale, ora spetta al Consiglio dei Ministri decidere quando calendarizzarlo.

Relatore:
Cosa sta accadendo con la crescita del trasporto marittimo?

Rixi:
Il trasporto marittimo sta crescendo, ma è dovuto ad altri fattori: ad esempio, la Germania sta investendo nel Mediterraneo, e anche altri paesi, come l’Ungheria, stanno tornando a investire sui porti italiani. L’Italia è vista come una base logistica importante, e dobbiamo sfruttare le sinergie tra i nostri scali. Tuttavia, oggi il porto di Rotterdam fa più traffico di tutti i porti italiani messi assieme, quindi dobbiamo alzare l’asticella. Dobbiamo puntare su una politica più centrale che migliori l’efficienza e la competitività dei porti.

Relatore:
Elettrificazione delle banchine e nuovi carburanti, cosa ne pensa?

Rixi:
Sull’elettrificazione stiamo facendo tutto il possibile, ma il problema è la rete e la capacità di produrre elettricità. La scelta di abbandonare il nucleare ci sta facendo pagare un prezzo alto oggi, con una rete che dipende ancora troppo dai combustibili fossili. Dobbiamo ripensare anche alla nostra politica energetica. Stiamo completando la pianificazione per le banchine, ma il grande tema è: la rete sarà in grado di gestire l’elettrificazione delle banchine? Anche i nuovi carburanti, come il GNL, sono importanti, ma serve una politica nazionale per i depositi di carburante, evitando ridondanze e carenze in alcune zone.

Relatore:
E la flotta di bandiera italiana?

Rixi:
La flotta di bandiera italiana è un problema, ma la priorità è la formazione degli equipaggi e la capacità di costruire navi. La disciplina europea non è omogenea, ci sono differenze tra Malta e l’Italia. Tuttavia, il vero problema è la cantieristica. Dobbiamo investire nella cantieristica europea, che sta diventando sempre più competitiva. E quando si parla di nuovi carburanti, dobbiamo ricordare che molte navi dovranno essere ristrutturate, quindi è fondamentale non farle costruire in paesi come Cina o Turchia, ma nei cantieri europei.

Relatore:
Grazie a tutti.