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Rixi, discussione aperta su nomine presidenti Autorità portuali

rixi NSW

Il vice ministro a Taranto: con riforma avremo regia nazionale

“Stiamo discutendo sulle nomine dei futuri presidenti delle Authority. Ovviamente dobbiamo arrivare con una intesa consapevole anche con la Regione sugli obiettivi da dare e sulla qualità dei presidenti. Ho incontrato anche il governatore Emiliano per fare il punto sulla situazione delle Autorità portuali pugliesi. Quindi, in base a quando raggiungeremo una situazione d’intesa non solo con la Regione Puglia ma anche con i territori delle altre autorità portuali interessate arriveranno le nomine”.

Lo ha detto il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, a margine di una visita istituzionale al porto di Taranto, prima di una riunione a cui hanno partecipato il presidente dell’Autorità portuale del Mar Ionio Sergio Prete, il prefetto di Taranto Paola Dessì, il sindaco e presidente della Provincia di Taranto Rinaldo Melucci, l’assessore regionale ai Trasporti Debora Cilento, il commissario regionale della Lega Roberto Marti, i presidenti di Confindustria, Camera di Commercio e Confapi Taranto, il comandante della Capitaneria di porto e i vertici territoriali delle forze dell’ordine.

Rixi in visita al porto di Bari: verso una strategia nazionale per le Authority

In mattinata Rixi aveva visitato il porto di Bari, accompagnato dal commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, ammiraglio Vincenzo Leone. “Non c’è l’intenzione da parte del governo – ha chiarito il viceministro – di fare prima la riforma o prima le nomine. C’è il fatto che noi quest’anno andremo a rinominare praticamente tutte le autorità del sistema portuale nazionale, eccezion fatta per Ancona, dove sarò domani, e di Catania. Per questo abbiamo bisogno di una strategia complessiva”.
Quello “che si vorrà fare con la riforma – ha osservato Rixi è dare anche una regia nazionale affinchè gli scali si possano sviluppare traendo nuovo traffico internazionale e non andando semplicemente, come purtroppo è successo negli ultimi anni, a drenare traffico da un porto italiano a un altro porto italiano. Dobbiamo fare un sistema-Italia che sia competitivo a livello europeo ma a livello mondiale”.

Fonte: ANSA