Seconda giornata dei lavori Shipping, Forwarding&Logistics
Il focus sulla logistica integrata, a cui è dedicata la prima parte di mattinata della hashtag#SFLMI2025 in sala Auditorium, si sposta sull’intermodalità portuale e aeroportuale, con le testimonianze di operatori, aziende, enti e stakeholder.
Andrea Cappa, segretario generale di ALSEA e ANAMA, ha parlato dell’importanza del cargo merci aereo per l’economia italiana. “Di aeroporti si parla sempre poco, ma da essi passano merci per un valore pari al 25% dell’export italiano, con una crescita pazzesca negli ultimi anni” ha spiegato Cappa, che ha poi evidenziato le criticità di un sistema fondato solo due aeroporti. “Malpensa e Fiumicino fanno circa il 90% del traffico merci complessivo, questo ci espone a un rischio di capacità nei prossimi anni – ha spiegato – se al general cargo servono due-tre aeroporti, al massimo, per il traffico dei corrieri espressi serve una distribuzione più capillare. Servono anche scali alternativi per avere riserve di capacità”.
Federica Montaresi, commissario dell’AdsP del Mar Ligure Orientale, ha descritto i tanti interventi infrastrutturali, manutentivi e di sviluppo dell’intermodalità nei porti della Spezia e Massa Carrara. “Sostenibilità, digitalizzazione, infrastrutture e servizi sono i punti fermi dai quali orientiamo la nostra azione – ha spiegato Montaresi – la crescita dell’8,7% nei teu (col 34% di ricorso alla mulltimodalità) dimostra la credibilità del nostro sistema, così come l’adesione degli operatori al nostro servizio di navettamento stradale verso il retroporto”. Anche Petrosino Mario, dell’AdsP del Mare Adriatico centro-settentrionale, ha presentato le opere in corso per un valore di 5 miliardi di euro. “Il Porto di Ravenna ha due grandi fortune: non si sovrappone alla città e ha ancora tante aree libere (circa 250 ettari) il che, anche grazie alla legge che ora ci permette di finanziare opere nei retroporti, promette grandi sviluppi al nostro sistema”.
PSA Italy: uno sguardo dalla banchina tra sfide e proposte
Mario Conforti, presidente di PSA Italy , ha raccontato l’integrazione del nostro sistema logistico-infrastrutturale visto dalla banchina. “Vediamo la regionalizzazione, come fenomeno emergente: la crescita più forte è quella intraeuropea, mentre l’export mostra un segno negativo e l’import cresce del 7%, con uno sbilanciamento di 27 milioni di TEU contro 19 – ha illustrato Conforti – la puntualità delle navi si attesta al 50%, in linea con gli ultimi anni”. Per contro, i dati sull’intermodalità mostrano come il Nordeuropa non sia così distante come lo si dipinge: “Non siamo così male, ma i volumi rispecchiano i Pil delle due aree, bisogna non raccontarsi favole per inseguire obiettivi irrealistici”.
Due le proposte al Governo: “Parliamo di assi, di processo, di livelli di servizio e solo dopo di opere. Abbiamo capito che non ci sono i soldi, perfetto: stabiliamo una visione di territorio e di città e poi parliamo di infrastrutture – ha concluso Conforti – e parliamo di range portuali, non solo per capacità, ma per razionalità degli interventi”.






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