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Shipping, Forwarding&Logistics: opening conference prima sessione

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“C’è un ordine in questo caos? Capire dove va il mondo e perché l’Italia non può stare ferma”. Con questo tema si è aperta la nona edizione di Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry. Nella sessione istituzionale moderata da Gian Enzo Duci, professore dell’Università degli Studi di Genova, Alessandro Fidato, presidente del Gruppo Trasporti, logistica e infrastrutture di Assolombarda ha ribadito l’importanza cruciale del settore dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture per il nostro Paese: “Fattori abilitanti imprescindibili per la competitività di territori e imprese”.
Giuseppe Berutti Bergotto, sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana ha evidenziato come il Mediterraneo sia un’area delicata per una serie di colli di bottiglia da attenzionare per fare in modo che le oltre 10 mila navi che transitano al giorno possano farlo in sicurezza. C’è poi tutto il tema delle Zee e delle profondità sottomarine che vanno difese.


Fa un richiamo alla resilienza Piero Pellizzari, direttore marittimo della Liguria, del corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera. In una situazione geopolitica complessa “Sicurezza, innovazione e sostenibilità sono le sfide del futuro”.
umberto masucci, presidente di The International Propeller Clubs, ha fatto un appello al ministro Salvini sulla necessità di avere tra le nomine per le Adsp persone che abbiano coraggio, competenza e passione ricordando come lo fosse Rino Canavese, scomparso ieri sera: “Grande uomo, persona eccezionale che ha trasformato il porto di Savona Vado in un porto internazionale”.

Alsea: più visione e collaborazione pubblico-privato

Betty Schiavoni, vicepresidente di Alsea fa un appello: “Noi imprenditori dobbiamo essere più visionari e più dinamici. Dobbiamo accelerare insieme al governo che ci deve dare quella spalla per portare avanti i progetti. Dobbiamo cambiare cultura aziendale, essere innovativi, insistere sull’istruzione e la formazione. Sarà poi fondamentale la riforma porti e il piano nazionale aeroporti”. Alessandro Pitto, presidente Fedespedi è ottimista sulla questione geopolitica e sugli Usa: “Esportiamo prodotti ad alto valore aggiunto e difficilmente sostituibili. Le economie sono più interconnesse di quanto si creda. L’Ue dopo un periodo confuso si è forse finalmente svegliata su alcuni temi, superando il suo furore ideologico. Sono europei quattro operatori su cinque dei big del trasporto contenitori e l’Italia ha una leadeship nello shortsea, un atout per lo sviluppo della strategia logistica”.

Riccardo Fuochi, presidente dell’The International Propeller Club – Port of Milan evidenzia che in Italia invece si sono introdotte leggi doganali che penalizzano il settore: “Le merci continueranno a viaggiare, non esistono orticelli che soddisfano un intero Paese. Dobbiamo invece far conoscere le nostre infrastrutture logistiche all’estero. Iniziative che devono essere fatte come sistema Italia”.