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Shipping, Forwarding&Logistics: sala Falck

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La sessione di apertura in sala Falck, moderata da Marco Comelli, è stata dedicata all’energia e alla sua logistica e produzione, ai nuovi consumi e agli shock economici subiti negli ultimi anni. Zeno Poggi, presidente di Awos, ha parlato delle vie del petrolio, esaminando le sanzioni e le forme di misure restrittive che interessano il settore petrolchimico/oil&gas e i casi della Russia e delle sue “flotte ombra” e, prima ancora, quelli di Iran e Venezuela.


Fulvio Mamone Capria, presidente di AERO Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, ha parlato della centralità dei sistemi portuali per lo sviluppo di solare ed eolico offshore nel nostro Paese: “L’adeguamento dei porti per la realizzazione degli aerogeneratori rafforzerà la filiera tecnologica delle rinnovabili, questa è un’opportunità unica per una crescita sostenibile e la riconversione di asset strategici in forte crisi”. Giulia Scerrato, di Boston Consulting Group (BCG), ha illustrato il crescente impatto dei data center, soprattutto con l’avvento delle AI, che già oggi assorbono l’1% della domanda globale e arriveranno all’8% nel 2030. In Italia, secondo Scerrato, il settore è in forte crescita, ma ostacolato da limitazioni infrastrutturali e regolatorie, che disincentiva gli investimenti.

Cold ironing: c’è energia, ma servono tariffe e regole

Luca Brandimarte di Assarmatori ha fatto il punto sul cold ironing. In Italia, secondo Brandimarte, per tagliare il traguardo serve ancora qualche passo: “Al contrario di quanto detto per anni, le stime ci dicono che l’energia per alimentare le navi in banchina c’è, ma andranno sia calibrate le tariffe, sia definiti in modo completo i profili di responsabilità”.
Marco Ripani, dell’Associazione Italiana Nucleare, ha fatto il punto sulla produzione mondiale, sui nuovi Paesi emergenti nel settore e sulle tipologie di impianti per il futuro: grandi reattori ad acqua, small o advanced modular reactor (SMR e AMR): “Il nostro Paese raddoppierà il proprio fabbisogno energetico al 2050: si stima che gli SMR potrebbero coprire il 10% del fabbisogno italiano, con uno sviluppo della filiera che potrebbe valere 50 miliardi di euro”.

Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli Italia, ha descritto un quadro di resa nell’ambito della raffinazione. Con risvolti nefasti sull’economia nazionale: “Le raffinerie italiane stanno chiudendo o chiuderanno: verrà a mancare il 20% del nostro fabbisogno non di petrolio, ma di carburante raffinato, che si sta scegliendo di importare direttamente dai Paesi produttori, con forti conseguenze sia sui prezzi, sia di dipendenza estera”. Andrea Fieschi, direttore di Assogastecnici, auspica un ritorno alla ragione sull’idrogeno, troppo spesso visto come panacea: “Pensarlo oggi come combustibile non ha molto senso, viste le alternative più convenienti e in assenza di incentivi seri. Io preferisco pensarlo come un vettore: una visione che se fosse stata assunta dall’inizio, avrebbe permesso di focalizzare meglio e con maggior buon senso sforzi e investimenti”.