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TURISMO – Intervista al Presidente del Club I Borghi più belli d’Italia Fiorello Primi

Del 4 Agosto 2016

Intervista al Presidente del Club I Borghi più belli d’Italia Fiorello Primi

Fiorello Primi

Presidente, qual è secondo lei la vera bellezza italiana?

“In maniera neanche troppo provocatoria le risponderei che non esiste. L’Italia è bella perché è varia, perché ha tanti elementi di bellezza ed è impossibile identificarne uno. E’ proprio questa caratteristica che piace all’estero: che se uno gira l’Italia è come se girasse tanti Paesi diversi”.

 

Quali caratteristiche dei borghi italiani li rendono così speciali?

“L’elemento che accomuna tutti i borghi è la piazza, il luogo dove la gente si ritrova e si confronta continuamente. La bellezza del borgo, che tra l’altro è una realtà esclusivamente italiana, è nella magia che circola nelle strette strade e nelle piazze, nei profumi che escono dalle cucine delle abitazioni, nel paesaggio che li circonda e nella qualità della vita di cui gli abitanti vanno fieri. Il borgo non è solo un luogo fisico, ma un modo di vivere e di pensare. Nel borgo si vive la storia. Si abita la storia. Si fa un’esperienza di vita originale, a contatto con l’arte, con i sapori, i paesaggi, la bellezza, la cordialità e l’ospitalità”.

 

Quanto è importante il mare nella vita dei borghi costieri?

“Il mare è come gli altri elementi naturali, parte integrante di un territorio. E in ogni borgo la gente vive profondamente il proprio ambiente. Diventa quasi un rapporto fisico.

I borghi sono un luogo ristretto dove non c’è tanta gente e tutti si ritrovano con il proprio territorio e le sue caratteristiche.

Mare-borgo-gente sono praticamente un unico elemento.

Per me, ad esempio, il lago è come un fratello. Controllo ogni giorno come sta.

Allo stesso modo, per chi vive sul mare, il mare diviene un elemento che fa parte della propria vita. Si crea un legame molto forte con il territorio, soprattutto se si ha a che fare con l’acqua.

Ad esempio nel mio borgo, Castiglione del Lago, c’è la passeggiata intorno al lago che tutti almeno una volta al giorno dobbiamo fare. Solo per vedere come va”.

 

In che modo il mare può allargarsi ai fiumi e ai laghi?

“Io penso che occorra una maggiore attenzione ai laghi e ai fiumi, perché va prima di tutto proprio a vantaggio del mare, anche ad esempio per quanto riguarda il disinquinamento.

Abbiamo per questo in animo di organizzare nel prossimo autunno il Festival dei Borghi più Belli d’Italia lacuali e fluviali, che vedrà il coinvolgimento di 26 borghi e sarà un appuntamento annuale itinerante per promuovere il turismo lacustre e fluviale.

L’obiettivo è quello di porre l’attenzione sulle problematiche della tutela e della salvaguardia delle acque interne, che servono per la vita. La vita è nata lungo i fiumi e i laghi, ma spesso ce lo scordiamo.

I fiumi, i laghi e il mare costituiscono un unico sistema delle acque, in cui tutto è collegato.

Sono tanti i temi che li uniscono. In fondo tutto ciò che succede in piccolo nei laghi succede in grande nei mari. Pensiamo alla pesca, ad esempio, dove la scomparsa e la diminuzione di specie sono problemi comuni. O il turismo, perché il mare è un elemento importante ma c’è un entroterra da svilupparvi accanto.

Teoricamente non ci sarebbe nemmeno bisogno di un’attività di promozione di questi concetti.

Dobbiamo sensibilizzare che l’acqua è un bene prezioso e non inesauribile. E ovviamente lo stesso vale per il mare. Lo faremo anche attraverso il nostro Festival”.

 

Può l’Italia attraverso i suoi Borghi aprirsi al Mediterraneo? 

“L’Italia ha un ruolo fondamentale. E’ l’unico Paese per le sue caratteristiche di diversità che può essere elemento di unione tra i popoli del Mediterraneo.

E’ importante avere la bellezza come elemento di condivisione.

Ognuno ha cose belle ma tra tante cose belle è difficile trovare contrasti, è più facile trovare armonia nel Mediterraneo.

Sicuramente non è un processo facile, ma la finalità della Rete dei Borghi più Belli del Mediterraneo, che stiamo costituendo, è proprio questa, rendere le differenze una opportunità e non un motivo di scontro”.