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UN Ocean Conference, IOC-UNESCO: l’educazione delle nuove generazioni è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030

gli Ocean Literacy Dialogues, una serie di eventi per ribadire la necessità di introdurre l’Ocean Literacy (Educazione all’oceano) nei programmi scolastici di tutti i Paesi

Del 28 Giugno 2022

In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’Oceano che si svolge a Lisbona, IOC-UNESCO – nell’ambito del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (2021-2030), organizza gli Ocean Literacy Dialogues, una serie di eventi per ribadire la necessità di introdurre l’Ocean Literacy (Educazione all’oceano) nei programmi scolastici di tutti i Paesi e sottolineare come l’educazione sia la chiave di volta per poter raggiungere, uno alla volta, tutti gli obiettivi previsti per l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, proprio a partire dall’Obiettivo 14 (Vita sott’acqua). 

Fino al 1 luglio si svolge a Lisbona la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Oceano. Al centro del vertice, che coinvolge istituzioni e decisori politici di tutti i paesi del mondo, si farà il punto anche sullo stato di implementazione dell’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 “Vita sott’acqua”, che punta a trovare soluzioni e impegni condivisi per conservare e utilizzare in modo durevole il nostro unico grande oceano e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Durante la Conferenza saranno tanti gli incontri aperti e partecipativi organizzati dal Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (2021-2030), la grande iniziativa globale coordinata dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO). Il Decennio ha come obiettivo quello di costruire l’oceano che vogliamo, ovvero pulito, sano e resiliente, produttivo, predicibile, sicuro e accessibile, nonché in grado di ispirare e coinvolgere, per arrivare a costituire una Generazione Oceano e realizzare un programma comune di ricerca e innovazione tecnologica attorno a cui mobilitare comunità scientifica, governi, settore privato e società civile.  Si comincia il 28 giugno con gli Ocean Literacy Dialogues, una serie di eventi partecipativi per fare il punto sullo sviluppo dell’educazione all’oceano nel mondo attraverso un approccio inclusivo e olistico, per fornire opportunità concrete, nuove azioni congiunte per reimmaginare il rapporto tra uomo e oceano. In particolare, IOC-UNESCO con questi “dialoghi” intende ribadire la necessità di introdurre, entro il 2025, l’Ocean Literacy (Educazione all’oceano) nei programmi scolastici di tutti i Paesi.   “La Conferenza sull’Oceano è un’occasione fondamentale per fare il punto sullo stato del nostro patrimonio blu e su come dobbiamo prendercene cura. In particolare, attraverso i nostri dialoghi sull’Ocean Literacy, vogliamo sottolineare la forte connessione tra l’Obiettivo 14 (Vita sott’acqua) e l’Obiettivo 4 (Istruzione di qualità), ovvero fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti. Questo perché siamo convinti che l’educazione sia la chiave di volta per poter raggiungere, uno alla volta, tutti gli obiettivi per il 2030”, spiega Francesca Santoro, specialista di programma per la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO) e responsabile a livello mondiale dell’Ocean Literacy per il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (2021-2030).

“Come IOC-UNESCO stiamo quindi realizzando partnership a livello globale per portare l’oceano nelle classi di ogni grado e realizzando strumenti come “A new blue curriculum: Toolkit for policymakers”, pensato per offrire a decisori politici e autorità educative strumenti, ricerche, casi di studio e metodologie per inserire nei programmi scolastici l’Ocean Literacy, fondamentale per diffondere l’ABC della conoscenza del mare”.
 Nonostante l’oceano copra il 70% della superficie del nostro pianeta, secondo alcune stime meno del 20% dei fondali oceanici è attualmente conosciutoe compreso dalla scienza. Inoltre, l’oceano svolge una ruolo fondamentale per la regolazione del clima, in quanto “pozzo” per il carbonio generato dall’attività umana. Senza “carbon sink”, i livelli di CO2 atmosferica sarebbero vicini a 600 ppm (parti per milione), il 50% in più rispetto alle 410 ppm registrate nel 2019, che è già ben al di sopra dell’obiettivo concordato per limitare il riscaldamento globale a 2 gradi.  
 “Purtroppo, mentre l’interesse per l’economia blu è in crescita, l’educazione all’oceano è ancora in ritardo, compromettendo sia la sostenibilità che l’equità degli oceani. Allo stesso tempo, come ribadito anche da Peter Thomson (UNSG’s Special Envoy for the Ocean to the IOC-UNESCO Ocean Literacy Training Courses), non possiamo pensare di avere un pianeta sano senza un oceano in salute. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione e impegnarci collettivamente in uno sforzo globale per promuovere l’Ocean Literacy, mettendola al centro della discussione su come salvare il nostro patrimonio blu”.  Il calendario degli Ocean Literacy Dialogues
Gli eventi Ocean Literacy Dialogues si svolgeranno presso Ciência Viva – Pavilhão do Conhecimento, a Lisbona: l’iscrizione o la registrazione agli eventi è gratuita ed potranno essere seguiti anche in live streaming. 

1 – Workshop on Science Communication and Blue Storytelling28 giugno ore 10 Pavilhão do Conhecimento, Ciência Viva Library, Lisbon Organizzato in collaborazione con EU4Ocean e UN Decade Advisory Group, il seminario fornirà informazioni, competenze e strumenti pronti all’uso per i giovani di EU4Ocean, Early Career Ocean Professionals (ECOPs) e altri network per sviluppare al meglio i messaggi chiave per promuovere la narrazione sull’oceano.  2 – Sea Beyond Final Ceremony29 giugno ore 11
Pavilhão do Conhecimento, Ciência Viva Auditorium
 La mattina sarà dedicata a Sea Beyond, il progetto educativo su scala globale promosso dal Gruppo Prada e da IOC-UNESCO, dedicato alla preservazione dell’oceano e delle sue risorse, che ha coinvolto insegnanti e studenti di dieci scuole provenienti da Brasile, Cina, Italia, Messico, Perù, Portogallo, Sud Africa e Regno Unito. Ad accompagnare il progetto, anche un concorso che invita le classi a interpretare liberamente una delle dieci sfide dell’Ocean Decade. Proprio in occasione della Conferenza ONU sull’Oceano, verrà annunciata la scuola vincitrice.  3 – Ocean Literacy Dialogues – evento collaterale29 giugno ore 18Pavilhão do Conhecimento, Auditorium Ciência Viva
Organizzato in collaborazione con i partner EU4Ocean, Ciência Viva e OLWA, l’evento collaterale di alto livello prevede la partecipazione di istituzioni provenienti da tutto il mondo per creare  impegni condivisi per supportare la diffusione dell’Ocean Literacy nel mondo. 4 – Formazione sul “Blue Curriculum” per i decisori politici 1 luglio ore 13Pavilhão do Conhecimento, Biblioteca Ciência Viva Organizzato in collaborazione con l’International Bureau of Education (IBE-UNESCO), il seminario prevede a sessioni interattive che forniranno formazione, informazioni e strumenti per le autorità del mondo dell’educazione, i responsabili politici e gli sviluppatori di programmi di studio affinché includano l’educazione all’oceano nei quadri di studio nazionali e nelle politiche educative in tutto il mondo. 

Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO
La Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (COI-UNESCO), è stata istituita nel 1960 come ente dell’UNESCO con autonomia funzionale, è l’unica organizzazione competente per le scienze del mare nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite. Lo scopo principale della Commissione è quello di promuovere la cooperazione internazionale e di coordinare programmi di ricerca, di creazione di servizi oceanografici e di sviluppo di capacità, al fine di comprendere maggiormente la natura e le risorse dell’oceano e delle zone costiere, per applicare questa conoscenza per il miglioramento della gestione, dello sviluppo sostenibile, della tutela dell’ambiente marino e dei processi decisionali dei suoi Stati Membri. Inoltre, la COI-UNESCO è riconosciuta attraverso la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) come l’organizzazione internazionale competente negli ambiti della ricerca scientifica marina (Parte III) e del trasferimento delle tecnologie marine (Parte XIV).