Home > Economia del Mare - Un Governo del Mare, Enti, Eventi, Shipping, Porti, Logistica > Sistema portuale italiano verso una strategia unitaria a Port&ShippingTech

Sistema portuale italiano verso una strategia unitaria a Port&ShippingTech

Sistema portuale italiano

Un’attesa e partecipata tavola rotonda promossa da ASSITERMINAL Associazione Italiana Port&Terminal Operators, tra i rappresentanti di Governo, enti locali e 12 tra presidenti e commissari delle Autorità di Sistema Portuale italiane, ha concluso la prima giornata di Port&ShippingTech nell’ambito della Genoa Shipping Week 2025. “Unire i porti, costruire il futuro” è il titolo del convegno, moderato dalla nostra direttrice Roberta Busatto, che si propone individuare linee comuni, strategie e visioni per rafforzare la competitività dell’economia del mare e del sistema Paese.

In apertura il presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, Salvatore Deidda ha sottolineato la necessità che la politica sappia ascoltare gli operatori e i porti, ma anche quella di coesione e condivisione tra tutti gli attori, senza guerre fratricide tra i porti italiani. A seguire, Tomaso Cognolato, presidente di Assiterminal, ha ribadito la disponibilità dell’associazione a supportare tutti gli operatori, mentre Rodolfo Giampieri, presidente di Assoporti – Italian Ports Association, ha parlato di un mondo in metamorfosi di fronte alla quale bisogna presentarsi compatti e uniti. “Guerre, dazi, pandemia, rotta artica: sono tutti elementi che nessuno, fino a pochi anni prima, pensava sarebbero stati elementi del gioco – ha detto Giampieri – noi abbiamo una portualità diffusa, fatta di eccellenze e specificità, sulla quale creare una strategia di rete. Vince chi fa le alleanze giuste, non chi va da solo”.

Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha lanciato una proposta: “Sentiamo spesso parlare di semplificazione, viviamo in un Paese che spesso stratifica le norme, ma troppo spesso si dice che debba essere il Parlamento a occuparsene – ha detto Paroli – ma anche le Autorità portuali, nel caso importante dei regolamenti per le concessioni demaniali, possono semplificare e uniformare le norme, magari proprio col coordinamento di Assoporti, senza aspettare l’intervento legislativo. L’altro aspetto importante è quello della condivisione degli strumenti informatici”.

Bruno Pisano dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale ha evidenziato la necessità di fare un passo in più lungo la strada della digitalizzazione e l’efficienza: “Dobbiamo migliorare i nostri livelli d’efficienza ed efficacia, perché in un futuro non lontano non potremo più soltanto basarci sulla nostra fortunata posizione geografica – ha avvertito Pisano – le merci alla fine sceglieranno la loro strada sulla base della capacità di penetrazione dei mercati di riferimento”.

Secondo Davide Gariglio, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, l’autonomia è un sentimento sano, ma senza dimenticare di essere tutti parte della stessa squadra: “Serve una regia e uniformità, che non significa che ogni porto debba fornire gli stessi servizi. Ma la condivisione dei sistemi auspicata in precedenza, ad esempio, permetterebbe anche alla regia governativa di analizzare i dati di sistema per pianificare più efficacemente”. Anche Annalisa Tardino, della Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, ha sottolineato la necessità di allargare la visione, ma partendo dai territori e dalle loro esigenze: “L’autonomia merita di essere valorizzata e accompagnata a una visione unica”.

Secondo Francesco Benevolo, della Autorità di Sistema Portuale Mar Adriatico centro-settentrionale, il policentrismo è una ricchezza perché può permettere di rispondere anche a una domanda parcellizzata. “Ma non significa essere disuniti, perché serve una regia e una visione nazionale. Per esempio: abbiamo una visione italiana su determinati settori, nel mio caso la catena del freddo e le rinfuse, o devo pensarci per conto mio? Soprattutto sui temi dell’energia, dell’elettrificazione e dell’innovazione digitale una strategia nazionale è imprescindibile”.

Francesco Mastro, della Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale ha parlato di una burocrazia “che non solo ci fa perdere tempo, ma rischia di farci perdere anche finanziamenti”. “Se vogliamo infrastrutturare i porti e i territori retrostanti, non possiamo seguire la burocrazia di zone non portuali – ha detto Mastro – L’altro aspetto è l’ingerenza delle Soprintendenze, che in alcuni casi stanno uccidendo i porti”. Sulla stessa linea Eliseo Cuccaro, della Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale – Porti di Roma e del Lazio, che auspica anche un’armonizzazione della tassazione, mentre Domenico Bagalà della Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, oltre a sollevare il tema dei dragaggi, propone una strategia proattiva: “Venendo dal settore privato, io vedrei con favore un marketing aggressivo del sistema portuale italiano nei confronti delle aziende e dei mercati internazionali, individuando target e necessità per provare ad aggredirle”.

Francesco Rizzo dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto ha posto l’accento sul ruolo di garanzia istituzionale delle autorità portuali nel garantire il rispetto delle procedure, sicurezza e legalità, mentre Paolo Piacenza del Mar Tirreno Meridionale e Ionio sottolinea come soltanto un sistema credibile e affidabile è in grado di attirare partner e investimenti sui mercati internazionali. Sulla stessa linea Vincenzo Garofalo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale: “La certezza degli investimenti in infrastrutture è fondamentale per rassicurare e attrarre gli investitori, ma voglio sottolineare come non si sia mai registrata una presenza attenta e costante sui temi della portualità come con questo Governo”.

Infine Francesco Di Sarcina, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, ha rimarcato come, sotto il profilo della burocrazia, non tutte le Regioni siano uguali e il problema non sia sempre il Codice degli Appalti: “Alle volte sono legislazioni regionali che, per esempio, in alcuni casi non prevedono nemmeno silenzio assenso – ha affermato Di Sarcina – E, con tutta la buona volontà, è evidente che nessun Governo potrà mai destinare a ognuno di noi tutti i fondi che desideriamo ottenere e che, quindi, dovremo aprire anche al capitale privato. Cosa che attualmente è estremamente complicato”.

In chiusura, l’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi: “Il trasporto marittimo italiano ha davanti un’opportunità storica, ma per coglierla dobbiamo superare la frammentazione e ragionare come un sistema Paese. L’Italia è vista come una piattaforma logistica strategica, ma servono una visione integrata e una regia nazionale coerente. Non possiamo più permetterci rivalità e rendite di posizione: dobbiamo vincere i localismi e muoverci uniti per competere nel mondo”.