«Portualità e logistica rappresentano una leva strategica per la competitività dell’Italia e l’economia del mare è un ecosistema fondamentale per connettere produzione, commercio internazionale e servizi avanzati.
In questo quadro, i porti italiani devono essere sempre più complementari e integrati, a partire da Venezia, che svolge un ruolo centrale al servizio di uno dei principali poli manifatturieri del Paese e dell’intero Nordest.
Il porto di Venezia genera infatti un’economia complessiva, tra diretto, indiretto e indotto, pari a 44,2 miliardi di euro, contribuendo per il 6,5% al PIL regionale.
Rafforzarne la vocazione multipurpose e le connessioni con il retroterra significa aumentare flessibilità, resilienza e capacità di attrarre investimenti, anche attraverso strumenti come la Zona Logistica Semplificata e il modello della ZES, oltre al potenziamento dei collegamenti con gli interporti, a partire da Padova.
Per trasformare questo potenziale in sviluppo concreto, sono necessari governance condivisa, investimenti in infrastrutture e innovazione e un deciso rafforzamento dell’intermodalità: solo così la portualità potrà diventare un vero motore di crescita, occupazione e competitività per l’intero Paese» ha dichiarato Paola Carron, Presidente di Confindustria Veneto Est.



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