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Rixi presenta il disegno di legge di riforma del sistema portuale a Deportibus

Sistema portuale

Il disegno di legge di riforma del sistema portuale è stato al centro della seconda edizione di Deportibus, a Ravenna.

Ad avviare il confronto, il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha sottolineato il valore strategico della proposta. “Credo sia una grande opportunità, soprattutto in questi tempi così complessi. Dopodiché al Paese sta l’ultima risposta su come indirizzare questa riforma: noi l’abbiamo voluta in discussione parlamentare per coinvolgere tutti, perché una scelta di un Paese non è una scelta di una forza politica, ma una visione che deve andare oltre il 2027” – ha sottolineato.

Al centro del dibattito anche la nascita di Porti d’Italia SpA, individuata come strumento per garantire maggiore efficienza, coordinamento e competitività sui mercati internazionali.

“Abbiamo scelto la forma della società e non quella dell’ente per garantire efficienza e competitività nei mercati internazionali”, ha spiegato Rixi.

“Porti d’Italia SpA, per me, deve essere una società a controllo pubblico. Potrebbe avere in futuro anche una partecipazione del privato. Sarà il mercato a deciderlo”.

Secondo il Viceministro, la riforma deve servire a costruire una visione condivisa della marittimità italiana, rafforzando il ruolo dei porti come infrastrutture strategiche per il Paese.

“Noi italiani, se vogliamo rappresentare di più di quello che facciamo oggi, dobbiamo partire dal mare, dai porti e da regole condivise. Da una visione generale. Mi piacerebbe che questo Paese investisse sulla ricchezza”.

Rixi ha inoltre evidenziato la necessità di armonizzare servizi, procedure e interpretazione delle norme nei diversi scali italiani, senza centralizzare ciò che può rimanere in ambito territoriale.

“Non siamo per centralizzare quei servizi che possono essere tenuti in ambito territoriale. Abbiamo però bisogno di garantire agli operatori lo stesso sistema di sdoganamento in tutto il Paese, gli stessi servizi e linee guida comuni”.

La riforma, ha concluso, dovrà essere uno strumento capace di accompagnare lo sviluppo delle Autorità di sistema portuale, rafforzare il collegamento con interporti, ferrovie e rete logistica nazionale, e proiettare l’Italia nel Mediterraneo come piattaforma strategica di pace, sviluppo e competitività. Il Viceministro Rixi ha confermato quanto più volte ribadito e cioè che il disegno di legge si apre ora al dibattito parlamentare e con gli stakeholder del cluster marittimo-portuale.