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Energia: AERO lancia appello al ministro Pichetto Fratin su sblocco eolico offshore

Mamone Capria: “Si chiuda subito la revisione del decreto FER2 da mandare a Bruxelles per far partire le aste”

«Lanciamo un appello al Ministro Pichetto Fratin affinché chiuda al più presto la revisione del decreto FER2 e la invii subito a Bruxelles, fornendo le garanzie necessarie per avviare le aste. Servono segnali chiari e un’accelerazione sui decreti attuativi per dare certezze agli investitori e sbloccare i cantieri il prima possibile. Prendiamo inoltre atto della reazione tempestiva del Ministro, che ha assicurato il ripristino dei fondi portuali, e siamo certi del massimo impegno del MASE nel reperire le risorse necessarie.

Tuttavia, crediamo che il Ministero possa farsi promotore di una visione ancora più ambiziosa, affiancando a questi fondi una quota delle misure che il MEF presenterà a Bruxelles nell’ambito dello scostamento di bilancio. Destinare anche solo lo 0,5% dei 14 miliardi previsti per l’energia permetterebbe di varare un vero e proprio “Piano Porti” nazionale per l’eolico offshore, a beneficio non solo di Taranto e Augusta, ma anche di snodi cruciali come Brindisi, Civitavecchia e degli altri hub strategici del Paese. In gioco non c’è soltanto il rispetto dei target di decarbonizzazione, ma la difesa della nostra indipendenza industriale ed energetica», lo ha dichiarato Fulvio Mamone Capria, Presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO) e membro del Comitato Direttivo di Offshore Wind Revolution a Taranto.

L’Associazione ha partecipato in questi giorni come partner alla terza edizione dell’evento, ospitato proprio a Taranto, dedicato al rilancio dell’eolico marino italiano. Nel corso dei lavori il Presidente di AERO ha richiamato l’attenzione proprio sull’accelerazione della revisione del FER2, oltre che sul nodo delle risorse destinato agli hub portuali strategici e sulla necessità di interventi urgenti anche nell’ambito dello scostamento di bilancio.

“Emerge con forza la preoccupazione per la situazione opaca dei finanziamenti dedicati all’adeguamento delle banchine e degli hub portuali per la produzione, l’assemblaggio e la logistica delle piattaforme galleggianti e degli impianti. Particolarmente critica appare la riduzione delle risorse destinate allo scalo di Taranto, passate da 28,5 a 13,9 milioni di euro, che rischia di frenare la creazione di una filiera integrata proprio nella città simbolo del settore. Uno stallo analogo interessa l’hub siciliano di Augusta, il cui budget iniziale di 50 milioni di euro è stato ridotto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a soli 24 milioni. Il ridimensionamento di questi fondi mette a serio rischio la competitività nazionale rispetto ai Paesi transalpini e alla Penisola Iberica, già pronti con infrastrutture operative e cantieri avviati”, prosegue Mamone Capria.

Per queste ragioni AERO sollecita il Governo a valutare l’utilizzo della flessibilità UE e a sostenere la portualità strategica integrando le somme tagliate, attingendo ai margini dello scostamento di bilancio da 14 miliardi di euro per finanziare le infrastrutture necessarie. Con 95 richieste di connessione alla rete Terna e un potenziale di decine di gigawatt al 2050, l’eolico galleggiante e fisso costituisce un’opportunità irripetibile di riconversione industriale e occupazionale per la siderurgia, la metalmeccanica e i cantieri navali italiani.

«L’eolico offshore va oltre la semplice produzione di energia pulita: rappresenta una vera filiera industriale che dobbiamo sviluppare senza indugi, prima di perdere definitivamente questo treno. L’idea di realizzare cantieri nei porti italiani è matura, possibile e concreta, perché siamo campioni della navalmeccanica e il mare può avere più usi. L’Italia, che dal mare è circondata, possiede infatti una portualità strategica e una cantieristica navale di primissimo livello che non può permettersi di perdere investimenti cruciali né cedere il passo a competitor mediterranei come Francia e Spagna. È indispensabile sbloccare l’incertezza che grava sui nostri scali e destinare risorse adeguate per la conversione e l’ammodernamento delle infrastrutture portuali», ha concluso il Presidente di AERO.