



L’ultima sessione dedicata alle tecnologie green shipping moderata da Guido Barbazza, presidente della Commissione Ingegneria del Mare dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, si è concentrata sul cold ironing: “Siamo nel mezzo di una rivoluzione industriale dello shipping, che presenta degli aspetti singolari se comparata alle precedenti – ha detto Barbazza – lo shipping è sempre stato un po’ tradizionale, conservativo e le evoluzioni sono state obbligate. Oggi invece siamo in una rivoluzione ibrida, con soluzioni che sfidano gli armatori a interpretare il futuro”.
Di sicuro il cold ironing è ciò che permette di ridurre emissioni e rumori delle navi durante la sosta in porto ed è un’evoluzione molto attesa dagli abitanti di città che hanno il porto come dirimpettaio.
Ettore Gentile, dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, ha presentato il progetto Stretto Green: in programma l’elettrificazione dei porti di Messina (29 MW di alimentazione per tutte le tipologie di navi), Reggio Calabria (9,5 MW per tutte le navi) e Milazzo (9,5 MW escluse le navi da crociera). Un investimento di fondi PNC da 23 milioni, di cui 18 per i lavori di messa a sistema dell’impianto. Ne serviranno altri 20 per mettere in contatto la centrale dell’alta tensione al porto.
Il primo porto a far entrare in funzione una banchina elettrificata sarà quello della Spezia, che martedì 21 farà la prima prova con una nave da crociera (senza poi fornire effettivamente il servizio). Lo ha annunciato Davide Vetrala, ingegnere dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. Un percorso iniziato nel 2020 e proseguito nel 2024 con l’assegnazione dei lavori sul molo Garibaldi, quello dedicato alle crociere: “La rete elettrica è realizzabile, ma gli impianti e le attrezzature necessari sono complessi, richiedono investimenti importanti oltre a particolare cura e attenzione in fase di esercizio. Ora occorre definire presto le tariffe applicabili all’energia da fornire alle navi”.
L’energia arriva in banchina, ma a che prezzo? Luca Brandimarte, responsabile Ports, Logistics & Competition di Assarmatori Shipowners Association, ha ricordato: “Abbiamo bisogno di tariffe certe e c’è una decisione di compatibilità dell’Ue che autorizza un aiuto decennale di Stato da mezzo miliardo, da qui a 3-4 anni dovrà funzionare. Dovrà però essere autorizzato e messo in pratica. Di buono c’è che lo sconto in bolletta sarà ex ante, quindi la bolletta avrà il prezzo finale già scontato”. Gli armatori chiedono al più presto anche un decreto per le “regole quadro e d’ingaggio che auspichiamo siano univoche tra i porti. Soluzione organizzativa che attendiamo è la zonizzazione. Poi occorrerà capire i profili di responsabilità a livello giuridico e assicurativo”.


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