




Nella mattinata dedicata al “green shipping” si è affrontato anche il tema dell’elettrificazione sia delle navi, ibride o full electric, sia delle infrastrutture portuali. Knut Tore Aurdal del GCE Blue Maritime Cluster ha delineato il quadro della transizione energetica in Norvegia, nazione che detiene al 2025 il sesto posto mondiale per valore della flotta, presentando alcuni esempi interessanti – Ampere fu nel 2015 il primo traghetto full-electric di una flotta che ora sfiora il 50% del totale operante nello short sea in Norvegia – e una panoramica di un cluster che conta 195 partner, impiega oltre 15mila persone e vale 7 miliardi di euro annui di fatturato.
Anche l’Italia ha le proprie esperienze nell’ambito dei traghetti elettrici, in questo caso sulle brevi percorrenze dei laghi italiani, come mostrato da Giuseppe Mauri di Ricerca sul Sistema Energetico – RSE SpA. Dagli studi condotti dall’azienda, i traghetti sono la tipologia navale più adatta al retrofitting, mentre le motonavi sono praticamente impossibili da convertire, così come aliscafi e catamarani (per questi ultimi una buona soluzione è invece il biocombustibile). In generale, le imbarcazioni per brevi tratte sono estremamente adatte alla soluzione elettrica, con facilità di retrofitting laddove possibile e differenziale di costi che si ammortizza tra i 7 anni (per il retrofitting) e i 9 anni (nuove costruzioni).
Pierluigi Portalupi di Generali Global Corporate & Commercial Italia ha affrontato il tema del rischio incendio per le navi che trasportano veicoli elettrici, evidenziando una serie di rischi – dalle temperature di picco degli incendi da batterie, al design stesso delle navi PCTC – sottolineando come ad oggi esista già una clausola sul mercato assicurativo, attualmente limitata al diporto, la Lithium Battery Clause, in grado di coprire questo genere di eventi.
Ma oltre all’elettrico, anche il nucleare può costituire un sistema di propulsione a emissioni zero. Paolo Izzo di Lloyd’s Register ha parlato di resistenza al cambiamento nei confronti del nucleare a bordo e delineato una serie di sfide per la sua adozione (se quelle tecnologiche e finanziarie sono accessibili, quella normativa è ancora molto indietro) e di strategie per l’implementazione sulle navi.


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