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Firmus e SUBCO, 300 milioni per APX East: l’AI entra nell’Underwater Economy

L’accordo per il nuovo collegamento transpacifico porta l’intelligenza artificiale nel cuore della dimensione subacquea.
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Firmus punta ad assicurarsi fino a 150 Tbps di capacità dedicata per 25 anni sulla futura infrastruttura tra Australia e Stati Uniti. Un’operazione che mostra quanto i fondali oceanici stiano diventando strategici anche per la nuova economia della capacità computazionale.

La corsa mondiale all’intelligenza artificiale ha anche una dimensione sommersa. Mentre l’attenzione si concentra sulle GPU, sui grandi data center e sulla quantità di energia necessaria per alimentarli, una parte essenziale dell’infrastruttura che sostiene la nuova economia dell’AI corre per migliaia di chilometri sui fondali oceanici.

È in questa prospettiva che va letto l’accordo annunciato il 3 settembre 2026 dalle australiane Firmus e SUBCO. Firmus diventerà un cornerstone customer di APX East, il sistema sottomarino transpacifico attualmente in sviluppo da parte di SUBCO, con un investimento indicato in circa 300 milioni di dollari statunitensi. L’accordo consentirà alla società di assicurarsi fino a 150 terabit al secondo di capacità dedicata per un periodo di 25 anni.

APX East non è ancora operativo. Il Ready for Service è previsto nel quarto trimestre del 2028. Ed è proprio l’orizzonte temporale dell’operazione a rendere la notizia particolarmente significativa: programmare oggi una capacità di questa portata per un quarto di secolo significa considerare la connettività sottomarina come una componente strutturale della futura industria dell’intelligenza artificiale.

Firmus sta sviluppando in Australia una rete di “AI Factories”, grandi infrastrutture computazionali destinate all’addestramento e all’inferenza dei modelli di intelligenza artificiale. Costruire capacità di calcolo, tuttavia, rappresenta soltanto una parte della sfida. Per trasformarla in servizi disponibili su scala internazionale occorre poter trasferire enormi quantità di dati, in maniera affidabile, tra regioni geograficamente molto distanti.

È qui che il mare entra nella catena del valore dell’AI.

Dai data center ai fondali

APX East è progettato come collegamento diretto tra Sydney e Los Angeles attraverso un percorso interamente deep-water, senza approdi intermedi e senza rigenerazione ottica. Il sistema avrà 16 coppie di fibre. SUBCO lo indica, una volta realizzato, come destinato a costituire il più lungo percorso ottico sottomarino continuo al mondo senza rigenerazione e a offrire il percorso a più bassa latenza tra Australia e Stati Uniti.

Sono prestazioni progettuali dichiarate dall’operatore per un’infrastruttura ancora in sviluppo. Ma indicano con chiarezza la direzione intrapresa dall’industria.

Il dato più interessante non risiede soltanto nelle caratteristiche tecniche del cavo, quanto nella funzione che infrastrutture di questa scala stanno assumendo nel nuovo ecosistema digitale.

Per anni i cavi sottomarini sono stati considerati soprattutto la grande dorsale invisibile delle telecomunicazioni internazionali. L’espansione del cloud ne aveva già accresciuto il valore strategico. L’intelligenza artificiale introduce ora un’ulteriore accelerazione.

Firmus lega esplicitamente l’accordo alla necessità di collegare le proprie AI Factories australiane con gli Stati Uniti e con i mercati globali. La società individua nella produzione e nella vendita di “AI token” un possibile nuovo mercato di esportazione per l’Australia. È la visione industriale dell’azienda, non un risultato economico già acquisito, ma mette in evidenza un cambiamento sostanziale: se la capacità computazionale diventa una risorsa distribuita su scala mondiale, la rete che permette di trasferire dati e servizi diventa parte della stessa infrastruttura produttiva.

Ed è precisamente in questo punto che AI Economy e Underwater Economy iniziano a sovrapporsi.

I fondali ospitano già infrastrutture essenziali per il funzionamento delle economie contemporanee: cavi per telecomunicazioni, interconnessioni elettriche, pipeline e sistemi energetici offshore. La crescita dell’intelligenza artificiale aggiunge un nuovo fattore alla centralità economica della dimensione subacquea.

Non si tratta più soltanto di trasportare dati. Si tratta di garantire la connettività necessaria a infrastrutture computazionali destinate ad assumere un peso crescente per imprese, servizi e sistemi economici.

Il nuovo valore strategico dell’Underwater Economy

Questa trasformazione apre una prospettiva particolarmente interessante per l’industria subacquea.

Più cresce il valore delle infrastrutture installate sui fondali, maggiore diventa la necessità di conoscerle, monitorarle, proteggerle e mantenerle. È un ecosistema che coinvolge survey e mappatura dei fondali, posa e manutenzione dei cavi, robotica subacquea, ROV e AUV, sensoristica e sistemi di monitoraggio e controllo.

Non sono attività generate direttamente dall’accordo Firmus-SUBCO. Sono però parte della filiera tecnologica e industriale necessaria per progettare, installare, gestire e proteggere infrastrutture sottomarine sempre più estese e strategiche.

La resilienza diventa così importante quanto la capacità.

SUBCO ha progettato APX East anche secondo una logica di diversificazione geografica. Il nuovo sistema è destinato ad approdare a nord dell’attuale cable protection zone di Sydney, in una posizione distinta rispetto agli altri hypercable annunciati nell’area meridionale. Una scelta che l’operatore collega espressamente all’aumento della diversità geografica e della resilienza della rete.

È un tema destinato ad assumere un peso crescente. Se cloud e intelligenza artificiale diventano componenti essenziali delle economie avanzate, la continuità delle infrastrutture che li sostengono entra inevitabilmente nella sfera della sicurezza economica.

Protezione fisica dei cavi, conoscenza e sorveglianza dei fondali, capacità di individuare anomalie e danneggiamenti e rapidità negli interventi di manutenzione non riguardano più soltanto gli operatori delle telecomunicazioni. Diventano elementi della resilienza complessiva dei sistemi economici.

L’accordo Firmus-SUBCO offre quindi una chiave di lettura che supera il singolo progetto.

Sta emergendo un’architettura industriale nella quale produzione energetica, reti elettriche, AI Factory, data center, infrastrutture terrestri, stazioni di approdo e sistemi sottomarini diventano segmenti interconnessi dello stesso ecosistema digitale. La capacità di ospitare grandi poli dell’intelligenza artificiale dipenderà sempre più dalla possibilità di combinare questi elementi.

Il mare entra direttamente in questa equazione.

E il rapporto tra le due società non si limita ad APX East. Nel giugno 2026 Firmus e SUBCO hanno annunciato anche Bernacchi-1, nuovo cavo in fibra destinato a collegare la Tasmania all’Australia continentale attraverso il sistema SMAP di SUBCO. L’infrastruttura è progettata per mettere a disposizione della Tasmania oltre 60 Tbps di capacità aggiuntiva dal primo giorno di esercizio, con entrata in servizio prevista nel secondo trimestre del 2027.

Si delinea così una strategia nella quale capacità computazionale e connettività sottomarina vengono sviluppate come parti di un sistema sempre più integrato.

I circa 300 milioni di dollari annunciati per APX East acquistano allora un significato che va oltre il valore dell’accordo. Assicurarsi fino a 150 Tbps di capacità dedicata per 25 anni significa programmare la connettività sottomarina con un orizzonte temporale tipico delle grandi infrastrutture industriali.

È forse questo il segnale più interessante per l’Underwater Economy. La crescita dell’intelligenza artificiale non sta producendo soltanto una nuova domanda di chip, energia e data center. Sta aumentando anche il valore delle infrastrutture fisiche che attraversano gli oceani e, insieme a esse, delle tecnologie e delle competenze necessarie per operare nella dimensione subacquea.

Firmus e SUBCO, 300 milioni per APX East: l’AI entra nell’Underwater Economy
Roberta Busatto

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".