






L’impatto dell’Ia sui marittimi è il tema del convegno a cura del sindacato Usclac, Uncdim e Smacd e moderato dal giornalista Riccardo Masnata. Il comandante Emanuele Bergamini, presidente Usclac ha ricordato il past president Claudio Tomei, scomparso un mese fa: “Lui vedeva oltre, percepiva il cambiamento prima di tutti noi. I temi dei convegni che ha organizzato lo dimostrano”.
Isabella Susy De Martini, senior medical officer and former member European Parliament, ha elencato i vantaggi dell’intelligenza artificiale in medicina: “L’uso dell’Ia permette di avere strumenti di diagnosi più precisi”, ma ha messo in guardia sul fatto che spesso a bordo si opera in condizioni in cui non c’è connessione e soprattutto “chi risponde di eventuali errori?”. Secondo quanto sta emergendo nella prassi, ha spiegato l’avvocato Walter Lo Bocchiaro, dello Studio Legale Lo Bocchiaro, “la responsabilità è dell’armatore perché è colui che ne trae beneficio. In ogni caso c’è ancora un grande vuoto normativo”. Sorge anche il diritto soggettivo del lavoratore alla formazione continua: “Il marittimo del futuro dovrà ampliare e riformare le sue competenze”.
Leonardo Quattrocchi, vicepresidente dell’Istituto Italiano di Navigazione ha accompagnato la platea in un viaggio da Shanghai a Rotterdam spiegando l’uso dell’Ia durante tutte le fasi della navigazione: manutenzione predittiva, gestione dei rischi, sorveglianza con droni, previsioni meteo più precise, generazione del giornale di bordo eccetera: “Però è sempre l’intervento umano che garantisce che la tecnologia funzioni. L’ai e la robotica non conquisteranno il mondo, ma quelli che sapranno utilizzarla sì”.
Rafael Patron, presidente di Associazione Italiana Professionisti Intelligenza Artificiale, ha evidenziato come questi strumenti stanno creando nuovi posti di lavoro e nuove competenze, con nuove figure che serviranno a bordo, soprattutto in chiave sicurezza. “L’Ia consentirà anche formazione continua”. Giampiero Soncini, managing director di Oceanly, ha evidenziato però come l’essere umano tema le novità da sempre: “Il futuro non va temuto, va preparato. Bisogna capire quali categorie sono a rischio e programmare il futuro evolutivo con corsi e riqualificazioni, non con il prepensionamento”.
Leonardo Piliego di Confitarma – Confederazione Italiana Armatori ha raccontato il progetto di Saipem con telecamere usate per predire e mitigare il rischio infortuni: “Assumere posizioni di retroguardia è perdente. Attenzione però a far perdere al marittimo la consapevolezza del lavoro che sta svolgendo”.
L’Italia è indietro, ha evidenziato Giovanni Consoli, vicesegretario generale, Assarmatori Shipowners Association: “Il rischio è di non vedere più il tricolore sulle navi italiane. Abbiamo un ordinamento vecchio di 80 anni. Il personale porta avanti le attività con strumenti analogici e tutto questo frena il sistema nazionale. Non abbiamo l’anagrafe digitale dei marittimi. Quali dati diamo all’Ai?”.


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