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MAMONE CAPRIA: “I Porti siano la priorità strategica per il Paese”

ENERGIA, AERO: “SUI FONDI PER TARANTO E AUGUSTA PESA IL TAGLIO DEL MINISTERO

«Una nazione come la nostra circondata dal mare e al centro del Mediterraneo, che racchiude una portualità strategica e una cantieristica navalmeccanica di primissimo livello, che non investe nelle sue infrastrutture portuali per finalizzare la realizzazione di tecnologie innovative per la produzione di energia rinnovabile come quelle legate all’eolico offshore, è un Paese che non ha visione e che rischia di perdere investimenti miliardari utili per la corretta transizione energetica del Paese. La drastica riduzione dei fondi destinati ai porti di Taranto e Augusta, con risorse più che dimezzate, da 78,3 a soli 38,3 milioni di euro, è un preoccupante inciampo al quale il Governo deve porre immediatamente rimedio», lo ha dichiarato Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, intervenuto all’evento “Parliamo di Mare”, promosso e organizzato dal Dipartimento per la Protezione Civile e le Politiche del Mare guidato dal ministro Nello Musumeci.

«A più di un anno di distanza dagli impegni presi — quando erano stati stanziati oltre 78 milioni di europer il “rafforzamento della filiera industriale nazionale nel settore delle energie rinnovabili marine” — il quadro economico appare fortemente ridimensionato. Quel decreto ministeriale stabiliva chiaramente che gli interventi infrastrutturali (ammodernamenti, dragaggi e adeguamenti delle banchine) avrebbero consentito lo sviluppo di attività fondamentali quali la produzione, l’assemblaggio e il varo di componenti per impianti eolici galleggianti. Il ministro Pichetto Fratin ha subito reagito comunicando che quei fondi verranno ripristinati e non abbiamo dubbi che il MASE si impegnerà a trovarli, ma parallelamente il ministro potrebbe sostenere la nostra proposta di accostare a quelle risorse una piccola parte degli investimenti che il MEF si appresta a presentare all’Unione Europea nell’ambito delle misure di scostamento di bilancio. Quale miglior occasione abbiamo per utilizzare anche solo lo 0,5% dell’intero ammontare di 14 miliardi dedicati all’energia per presentare un piano porti italiano per l’eolico offshore. Ne potrebbero beneficiare anche Brindisi, Civitavecchia e altri siti portuali strategici», ha proseguito Mamone Capria.

«Senza hub cantieristici portuali italiani, i galleggianti e gli assemblaggi di turbine per l’ eolico offshore saranno realizzati altrove. Forse non a tutti è chiaro che in Francia sono prontissimi ad accogliere i nostri contratti di sviluppo avendo già due porti sul Mediterraneo attivi e che la Spagna ha stanziato 212 milioni di euro per ammodernare logisticamente alcuni siti portuali costieri. Il rischio concreto è che l’Italia venga esclusa dalla catena logistica e dai cantieri, cedendo posti di lavoro ed economia. Per evitare di perdere questa opportunità strategica, abbiamo inviato una lettera alla Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia chiedendo di reintegrare i fondi per la portualità offshore nel prossimo programma di misure legate allo scostamento di bilancio. I progetti in campo porterebbero miliardi di euro di investimenti e ridurrebbero la dipendenza dal gas, abbattendo i costi dell’energia per famiglie e imprese: il Governo agisca prima che sia troppo tardi per il rilancio industriale del Mezzogiorno», ha concluso il presidente di AERO.