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Energia, AERO: “Taranto è il laboratorio d’Europa per l’eolico offshore”

porti italiani

I porti italiani abbandonano la veste di semplici snodi commerciali per trasformarsi in veri e propri hub del cambiamento e catalizzatori della transizione energetica. È quanto emerso con forza durante il convegno “Porti, Energia e Sviluppo Sostenibile”, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e dall’Università degli Studi di Bari.

L’evento, articolato su due giornate di confronto multidisciplinare, ha acceso i riflettori sull’evoluzione della portualità italiana verso un modello di sviluppo sostenibile che integra produzione di energia pulita e nuove competenze professionali.

Eolico offshore e ruolo del porto di Taranto

Il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria, ha moderato la sessione chiave dedicata all’eolico offshore, comparto che vede nella Puglia e nel Porto di Taranto un’eccellenza internazionale. Lo scalo jonico, infatti, ospita l’unico parco eolico near-shore del Mediterraneo, rappresentando un case study unico a livello europeo e un polo industriale capace di attivare sinergie cruciali per l’intera supply chain nazionale.

Durante il dibattito è emerso come, nonostante le straordinarie opportunità occupazionali e di sviluppo energetico, il settore debba ancora fare i conti con numerose e complesse sfide burocratiche che rischiano di rallentare i progetti in atto.

“Taranto non è solo un porto, ma la dimostrazione vivente che l’industria italiana può guidare la transizione energetica globale. Il successo dell’eolico offshore in Italia dipende dalla capacità di trasformare i nostri scali in hub logistici e produttivi permanenti. Tuttavia, per passare dalla sperimentazione alla scala industriale, dobbiamo abbattere le barriere burocratiche che ancora frenano gli investimenti: il sistema Puglia è pronto, ora serve che il quadro normativo nazionale corra alla stessa velocità dell’innovazione tecnologica”, ha concluso Mamone Capria.

Il convegno ha confermato la necessità di un approccio integrato tra settore pubblico e imprese private per garantire che la produzione di energia green diventi il volano per una nuova economia del territorio, in coerenza con le prospettive di sviluppo europee e mondiali.