I porti delle regioni ultraperiferiche dell’Unione europea hanno consolidato una posizione comune per contribuire allo sviluppo della futura Strategia portuale europea, evidenziando la necessità di politiche differenziate, proporzionate ed equilibrate dal punto di vista territoriale che riconoscano pienamente i vincoli permanenti e il ruolo strategico dei porti delle regioni ultraperiferiche.
L’iniziativa è sviluppata nell’ambito di un Gruppo di lavoro dedicato, che riunisce le autorità portuali delle regioni ultraperiferiche di Spagna, Francia e Portogallo. Il Gruppo di lavoro è composto dai seguenti porti:
- Portos da Madeira (APRAM)
- Portos dos Açores
- Port Authority of Las Palmas
- Port Authority of Santa Cruz de Tenerife
- Établissement Portuaire de Saint-Martin
- Grand Port Maritime de la Guadeloupe – Port Caraïbes
- Grand Port Maritime de la Martinique
- Grand Port Maritime de la Guyane
- Grand Port Maritime de La Réunion
- Port de Longoni – Département de Mayotte
Il Gruppo di lavoro collabora attivamente da oltre un anno, promuovendo un dialogo strutturato, coordinamento e riflessione congiunta sulle sfide e priorità condivise. Ha inoltre avuto l’opportunità di incontrarsi di persona durante Seatrade Europe 2025, tenutosi ad Amburgo nel settembre 2025, rafforzando la cooperazione e l’allineamento tra i porti partecipanti.
A causa della loro lontananza geografica, della forte dipendenza dal trasporto marittimo, delle dimensioni limitate dei mercati e dell’esposizione alla concorrenza dei porti dei Paesi non appartenenti all’UE vicini, i porti delle regioni ultraperiferiche operano in condizioni significativamente diverse rispetto a quelle dell’Europa continentale. Queste specificità richiedono risposte politiche mirate per garantire concorrenza equa, salvaguardare la connettività e sostenere la resilienza nel lungo periodo.
Il documento di posizione comune presentato alla Commissione europea si concentra su quattro pilastri strategici. In primo luogo, si chiede un’applicazione differenziata delle normative europee su clima ed energia — tra cui il Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), AFIR e FuelEU Maritime — per evitare distorsioni della concorrenza, deviazioni dei traffici e impatti sproporzionati sui servizi marittimi essenziali che servono le regioni ultraperiferiche. Il documento sottolinea l’importanza di coerenza normativa, flessibilità e prevedibilità nel lungo periodo.
In secondo luogo, il Gruppo di lavoro propone la creazione di un Comitato permanente dei porti delle regioni ultraperiferiche all’interno della Commissione europea. Questa struttura fornirebbe un quadro di governance stabile per garantire un dialogo continuo, una maggiore visibilità delle esigenze specifiche delle regioni ultraperiferiche e una migliore integrazione delle realtà territoriali nei processi decisionali dell’UE in materia portuale.
Il terzo pilastro evidenzia il valore della cooperazione attraverso lo scambio di personale, programmi di formazione e condivisione delle migliori pratiche tra i porti delle regioni ultraperiferiche e le rispettive comunità portuali. Il rafforzamento del capitale umano e della capacità istituzionale è considerato un fattore chiave per migliorare prestazioni operative, innovazione, decarbonizzazione e conformità normativa nei contesti ultraperiferici.
Infine, il documento sottolinea la necessità di rafforzare e migliorare l’accesso agli strumenti europei di finanziamento e investimento. Un maggiore sostegno attraverso i programmi dell’UE è ritenuto essenziale per consentire ai porti delle regioni ultraperiferiche di modernizzare le infrastrutture, avanzare nella transizione energetica, rafforzare la connettività e contribuire agli obiettivi europei di coesione e clima.
Parallelamente alla presentazione del documento, il Gruppo di lavoro ha avviato contatti per esplorare l’organizzazione di incontri tecnici con i servizi competenti della Commissione europea. Tali incontri servirebbero a presentare sia il documento di posizione congiunto sia il Gruppo di lavoro stesso, e a stabilire un canale diretto e strutturato di dialogo con le istituzioni europee sulle politiche portuali, marittime e climatiche che riguardano le regioni ultraperiferiche.
Attraverso questa iniziativa coordinata, i porti delle regioni ultraperiferiche dell’UE ribadiscono il loro impegno in un dialogo costruttivo a livello europeo, contribuendo proattivamente alla definizione delle politiche dell’Unione e assicurando che le politiche portuali, marittime e climatiche riflettano pienamente le realtà territoriali, salvaguardino connettività e coesione e garantiscano che nessuna regione resti indietro nei processi di transizione dell’Unione europea.



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