Il porto di Civitavecchia si conferma leader sui flussi croceristici: nei primi nove mesi del 2024 ha accolto 2.782.239 visitatori, segnando un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2023. Si prevede che entro la fine dell’anno si possa raggiungere un nuovo record storico di 3,5 milioni di passeggeri. Sono dati che, su questo versante, lo rendono il primo scalo in Italia e il secondo in Europa. C’è da andarne fieri, lo affermo da cittadino prima ancora che da addetto ai lavori.
Notizie positive arrivano anche sulla riqualificazione e sui nuovi accessi al porto, con risorse per 35 milioni di euro destinate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ciò da un lato sottolinea l’impegno del governo e dall’altro riconosce il peso di Civitavecchia nel sistema portuale del Paese. Altri passi avanti si stanno facendo sul progetto Life3H per la produzione di idrogeno e sull’apertura del cantiere per il cold ironing. Programmi, questi ultimi, che permetteranno rispettivamente di realizzare nell’area retroportuale un impianto di produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili e di contenere sensibilmente le emissioni delle navi ormeggiate. Così, il porto di Civitavecchia potrà dimostrarsi innovativo, all’avanguardia e al passo con le evoluzioni in corso a livello globale.
Se si passa ad analizzare i numeri relativi al traffico merci e passeggeri, però, la situazione purtroppo cambia. Troviamo il segno più sui contenitori vuoti, con un rialzo del 2,4%, mentre quelli pieni registrano un -7,7%, con una diminuzione dell’1,8% anche per l’automotive. I passeggeri che si spostano verso le Isole, la Spagna e il Nord Africa calano del 4,9%, i mezzi pesanti del 6,7% e le auto del 4,5%. Per ciò che concerne gli approdi, sono stati 61 in meno rispetto all’anno passato.
Sono proprio questi i dati che rappresentano uno stimolo a percorrere nuove strade con maggior determinazione. La convinzione è che si debba continuare a puntare sul turismo e sull’efficienza nella logistica crocieristica. E allo stesso tempo si debbano sviluppare altri segmenti che potranno giocare un ruolo fondamentale, in modo da avere un segno più su tutte le attività economiche.
Una grande sfida è legata al traffico container. A questo proposito, un’idea può essere quella di predisporre una nuova area, grazie alla quale incrementare le unità movimentate e, conseguentemente, rafforzare le attività commerciali. Espandere la capacità logistica sarà possibile con l’ampliamento delle zone dedicate allo stoccaggio ed alla movimentazione dei container, essenziale per gestire l’aumento dei traffici.
Un altro canale è il potenziamento della cantieristica navale, con investimenti sull’alta tecnologia e sulla sostenibilità ambientale: l’adozione di tecnologie avanzate e di pratiche sostenibili nella costruzione e manutenzione navale può aumentare la competitività del settore. Creare nuovi insediamenti produttivi significa anche favorire la crescita dell’occupazione e stimolare l’economia regionale.
In generale, per le imprese, la creazione della Zona Logistica Semplificata rappresenta una svolta, grazie agli incentivi fiscali e burocratici previsti. Una formula che consente di attirare investimenti e spingere la crescita economica.
Il porto costituisce oggi una piattaforma di raccordo tra gomma, ferro e acqua. L’obiettivo diventa dunque coordinare il trasferimento rapido delle merci da una modalità all’altra, avendo così l’opportunità di puntare al massimo della produttività, anche facendo leva sul riconoscimento di Civitavecchia come uno dei porti “Core” della rete transeuropea di trasporto (Ten-t).
Un altro passaggio chiave è sicuramente il potenziamento delle connessioni di Civitavecchia con Fiumicino e Gaeta, investendo sulle infrastrutture. La sempre maggiore integrazione dei tre porti consente di creare un network efficiente, ottimizzando la distribuzione dei traffici merci e passeggeri. D’altro canto, lo sviluppo di collegamenti ferroviari e stradali con gli scali facilita il trasporto delle merci, riducendo i tempi e i costi logistici. Se si riusciranno, poi, a risolvere le inefficienze legate alle connessioni urbane e portuali grazie ad interventi mirati, si potranno eliminare colli di bottiglia nel trasporto delle merci. Soltanto un dato su questo aspetto: il collegamento Civitavecchia-Orte può ridurre del 30% i tempi di viaggio delle merci stesse.
Al raggiungimento di queste finalità concorre senz’altro un massiccio intervento di digitalizzazione. Con l’introduzione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale generativa, e di nuovi strumenti digitali sarà possibile ottimizzare le operazioni portuali, migliorando la gestione, la sicurezza e l’efficienza operativa. La digitalizzazione facilita la tracciabilità delle merci e la comunicazione tra gli operatori, aumentando pure la trasparenza. Questo approccio non può, al tempo stesso, fare a meno di un investimento consistente sulla cybersecurity, anche formando personale specializzato per proteggere le infrastrutture da minacce informatiche e adottando protocolli di sicurezza avanzati per prevenire attacchi cibernetici.
Alimentando la sinergia tra i principali attori, mostrando un approccio pragmatico sulle grandi sfide e cementando le relazioni tra tutti gli addetti ai lavori si possono raggiungere, come una grande squadra, ambiziosi obiettivi. La consapevolezza è quella del forte legame tra i nostri porti e i nostri territori, che insieme formano un ecosistema integrato. A guidarci dev’essere una visione che abbia l’obiettivo di rafforzare la competitività dei porti laziali nel contesto nazionale e internazionale.
Andrea D’Angelo
Andrea D’Angelo, presidente di Ansi – Logistica integrata, componente del Consiglio Nazionale Fiap (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali) con delega alla portualità e componente della Giunta nazionale Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica).



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