Intervista al Presidente di Assocostieri
Il gas naturale liquefatto (GNL) si conferma un elemento chiave nella transizione energetica, rappresentando una soluzione immediata per ridurre le emissioni nel settore dei trasporti e della logistica.
Assocostieri ha dedicato al tema un convegno di approfondimento, che ha evidenziato il suo potenziale, le strategie per stimolare la domanda e le azioni necessarie per superare gli ostacoli normativi e finanziari che ne limitano la diffusione.
Presidente Ruggeri, qual è la sua valutazione sullo stato attuale della transizione energetica nei settori della logistica rappresentati da Assocostieri e quali sono le principali sfide che le aziende stanno affrontando in questo percorso?
Assocostieri rappresenta un settore composito quale quello della logistica energetica, che include aziende operanti nei settori degli oli minerali, oli vegetali, prodotti chimici e GPL, le società attive nel bunkeraggio marittimo, i depositi ssllng, i terminali di rigassificazione di GNL e produttori di biocarburanti e biometano.
Le infrastrutture gestite dai nostri associati sono qualificate strategiche per legge, quelle della logistica petrolifera ai sensi degli articoli 57 e 57-bis della Legge n. 35/2012 e quelle del GNL ai sensi degli articoli 9 e 10 del Decreto Legislativo 257/2016 (che recepisce la direttiva DAFI).
Le nostre infrastrutture di logistica energetica sono in effetti come un giano bifronte, in quanto fondamentali tanto per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico del nostro Paese, come gli eventi degli ultimi anni stanno ancor più dimostrando, quanto per il successo della transizione energetica in Italia sul quale la nostra filiera è parte attiva con ingenti investimenti.
Negli ultimi anni, ad esempio, abbiamo compiuto progressi significativi nella transizione energetica, investendo in settori quali la produzione e distribuzione di biocarburanti, nelle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) in vettori energetici rinnovabili come idrogeno e metanolo e nel completamento della logistica nazione small scale del gnl.
Certamente, i nostri investimenti risultano penalizzati dall’orientamento europeo, di cui al regolamento sulla tassonomia, che impedisce il finanziamento delle attività connesse alla filiera dei combustibili fossili.
Ciò penalizza chiaramente la possibilità di utilizzare la leva finanziaria come volano di crescita, dovendo destinare risorse proprie ad investimenti, anche in manutenzioni straordinarie, o ampliamento e sviluppo di nuovi business. Un’altra limitazione è riferita al mancato riconoscimento dei biocarburanti come carburanti di transizione, ad emissioni nulle o ridotte, accanto agli e-fuels, lontani nel tempo e peculiarità di altri Paesi europei. Su questo tema è essenziale che il governo italiano intensifichi gli sforzi già in atto con l’Unione Europea per promuovere il riconoscimento di una gamma più ampia di biocarburanti, oltre agli e-fuels.
Riteniamo infine che sia necessario sviluppare standard specifici per il trasporto leggero e pesante, fondati sul principio di neutralità tecnologica, al fine di facilitare l’adozione di soluzioni energetiche più pulite e sostenibili in questi settori, similmente a quanto stanno facendo gli orientamenti normativi, ad esempio, nel settore marittimo.
Quali misure ritiene siano necessarie per ridurre le emissioni di gas serra nel trasporto marittimo e rispettare le normative europee sulla decarbonizzazione?
La riduzione delle emissioni di gas serra nel trasporto marittimo è una priorità cruciale nell’ambito della transizione energetica, rappresentando una delle sfide più complesse per il settore. L’Unione Europea ha introdotto obiettivi ambiziosi in materia di decarbonizzazione, in linea con il Green Deal europeo e il pacchetto “Fit for 55”, che mira a ridurre del 55% le emissioni di CO₂ entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Per conformarsi a queste normative e contribuire a un sistema di trasporto più sostenibile, è fondamentale adottare un insieme di misure tecnologiche, infrastrutturali e normative. Tra queste, l’estensione del Sistema di Scambio di Quote di Emissione (EU ETS) al settore marittimo a partire dal 2024, che impone limiti alle emissioni di CO₂ e incentiva l’adozione di combustibili più puliti.
Un’altra iniziativa chiave è il regolamento FuelEU Maritime, che stabilisce una riduzione graduale dell’intensità dei gas a effetto serra dei combustibili utilizzati nel trasporto marittimo, con una diminuzione del 2% entro il 2025 e fino all’80% entro il 2050.
Per supportare queste misure, è essenziale promuovere l’adozione di biocarburanti, come bioGNL e bioGPL, i quali hanno il pregio immediato di ridurre le emissioni e nel medio periodo di contribuire anche nella forma fossile alla conformità normativa del settore armatoriale per circa una quindicina d’anni ancora.
Non è un mistero, ad esempio, che il gnl sia il combustibile prescelto, anche tramite motorizzazioni dual fuel, nelle scelte di investimento degli armatori. Anche qui, tuttavia, per consentire il rinnovo delle flotte e lo sviluppo del settore nazionale del bunkeraggio, è necessario favorire investimenti nazionali. A tal fine, è fondamentale per Assocostieri che i proventi generati dal sistema ETS vengano reinvestiti, come negli altri Paesi europei, per finanziare nuovi investimenti nelle infrastrutture e nelle tecnologie sostenibili delle aziende, garantendo così un concreto supporto alla transizione energetica del settore.
Considerando che la domanda attuale di GNL in Italia è di circa 150.000 tonnellate annue, a fronte di una capacità logistica di 500.000 tonnellate, cosa si può fare per stimolare l’aumento della domanda e sfruttare appieno il potenziale disponibile?
Il gas naturale liquefatto riveste, come dicevo prima, un ruolo fondamentale nell’attuale fase di transizione energetica, in quanto rappresenta una soluzione in grado fin da subito di abbattere le emissioni di gas serra e di fornire quindi un considerevole contributo alla decarbonizzazione del sistema trasporti.
L’interesse verso questo vettore energetico è stato ribadito anche nell’ultima versione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), che indica tra i vari obiettivi nazionali anche la realizzazione in breve tempo di nuove infrastrutture per l’approvvigionamento di GNL, in un più ampio quadro di diversificazione delle fonti di vettori energetici, al fine di attuare una politica volta a minimizzare il rischio di possibile carenza di risorse a seguito di improvvisi mutamenti degli scenari internazionali.
Da un punto di vista tecnologico, poi, i motori dei mezzi alimentati a GNL sono già predisposti per l’utilizzo della sua versione bio, che è caratterizzata dall’abbattimento del 100% delle emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita.
Riteniamo pertanto opportuno che venga data ulteriore spinta al mercato di questo prezioso prodotto, mediante molteplici tipi di incentivi e iniziative volte a favorire il suo impiego e la sua diffusione.
Assocostieri ha recentemente promosso e ottenuto un emendamento che mantiene nullo l’obbligo bio sul GNL per il 2025, evitando un immediato aumento del prezzo di tale carburante che certamente non ne avrebbe favorito la richiesta.
Puntiamo ora all’estensione di tale misura anche al 2026, e nello stesso tempo a mettere in campo iniziative volte a favorire la ripresa delle immatricolazioni di mezzi pesanti alimentati a GNL, come la predisposizione di un credito d’imposta per l’acquisto del carburante (bio)GNL da parte delle imprese di autotrasporto, l’estensione ai veicoli a Bio-GNL/C dei benefit previsti per i veicoli elettrici, l’istituzione di un fondo per l’acquisto di mezzi a GNL e l’estensione dei benefici per gli ZEV ai veicoli a Bio-GNC/L.
In che modo Assocostieri sta collaborando con le istituzioni per promuovere lo sviluppo delle infrastrutture necessarie al rifornimento di GNL nel settore marittimo nei porti e quali sono le principali iniziative in corso?
Il futuro del bunkeraggio navale è indirizzato verso il passaggio al GNL, che è in grado di garantire fin da subito un notevole abbattimento delle emissioni di CO2 nel settore dei trasporti marittimi. È necessario, infatti, puntare ad attuare il processo di decarbonizzazione iniziando con le fonti energetiche attualmente disponibili, dando la possibilità agli investimenti di avere un periodo di ammortamento almeno ultraventennale. In caso contrario, si rischia di precludere iniziative fondamentali per il miglioramento dell’aspetto ambientale.
Assocostieri sta lavorando alacremente, da più di un anno, per supportare il MIT nella predisposizione di un’ordinanza-tipo per il bunkeraggio marittimo ship to ship a GNL, così come già avvenuto in passato per la stesura dell’ordinanza di La Spezia volta a regolare in sicurezza tali operazioni per le navi passeggeri.
L’ordinanza, una volta emanata, costituirà un fondamentale punto di riferimento per il rifornimento di GNL in tutti i porti italiani, i quali avranno a disposizione delle valide linee guida da calare poi nelle loro specifiche realtà.
Mediante il necessario supporto normativo, potranno concretizzarsi i necessari adeguamenti infrastrutturali e le conseguenti implementazioni di sistema, che tra l’altro potranno integrarsi con la nuova tecnologia del cold ironing e l’auspicata realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili in ambito portuale.
Qual è la posizione di Assocostieri riguardo al ruolo dei biocombustibili nella transizione energetica e come si integrano con le attuali strategie focalizzate sul GNL per una logistica energetica più sostenibile?
Lo scorso 29 gennaio Assocostieri ha organizzato presso il Senato della Repubblica un importante convegno sul GNL, indicandolo e valorizzandolo come il carburante della transizione. Il ruolo di questo combustibile, infatti, è quello di fungere da “vettore ponte” verso il passaggio a nuovi carburanti alternativi sostenibili, in grado di garantire degli abbattimenti emissivi nettamente superiori, come la stessa versione bio del GNL, caratterizzata da emissioni di GHG sull’intero ciclo di vita del vettore energetico nulle o addirittura negative.
L’Italia, infatti, si sta battendo affinché in Europa, nell’ottica del rispetto del principio della neutralità tecnologica, i biocarburanti vengano considerati una soluzione di pari dignità rispetto all’elettrico e ai carburanti sintetici, nonché componente fondamentale della strategia complessiva per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
In quest’ottica Assocostieri ha partecipato attivamente, lo scorso mese di aprile, al G7 Clima, Energia e Ambiente tenutosi a Torino, dove insieme ad altri rilevanti stakeholder europei ha sottoscritto il Turin Joint Statement on Sustainable Biofuels, un documento di indirizzo politico volto a supportare le azioni di coordinamento mondiale che mirano a perseguire ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica, evidenziando il fondamentale ruolo giocato in tale ambito dai biocarburanti.
Il testo congiunto ha infatti ricordato i molteplici vantaggi dei biocarburanti sostenibili e delle loro value chains, come l’accrescimento della sicurezza energetica attraverso la diversificazione delle fonti, la facilità di integrazione nei sistemi logistici esistenti, la compatibilità con gli attuali motori in commercio, la promozione di un’economia circolare green e la spinta verso un’agricoltura più sostenibile tramite l’implementazione di pratiche climaticamente intelligenti a zero/negative emissioni di carbonio.

Roberta Busatto
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".



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