All’Italian Cruise Day, Guido Grimaldi, Presidente di Grimaldi Catania e di ALIS, nonché Corporate Short Sea Shipping Commercial Director del Gruppo Grimaldi, ha lanciato un messaggio chiaro: la transizione ecologica del settore marittimo non può essere affrontata in modo ideologico o con misure che penalizzano la competitività.
“Noi siamo tutti favorevoli alla decarbonizzazione, ma oggi abbiamo un problema serio: le scelte compiute dall’Unione Europea con l’introduzione dell’ETS e della FuelEU Maritime rischiano di danneggiare profondamente il settore dello shipping”, ha dichiarato.
Secondo Grimaldi, già nel 2026 l’impatto economico di queste misure potrebbe raggiungere gli 8 miliardi di euro per lo shipping europeo, fino ad arrivare a 50 miliardi quando la normativa FuelEU sarà pienamente applicata.
Pur riconoscendo gli sforzi degli armatori — che stanno investendo in navi di nuova generazione e tecnologie green — Grimaldi ha criticato l’approccio europeo, definendolo unilaterale e sproporzionato rispetto al reale contributo del trasporto marittimo alle emissioni globali: solo il 2,5% a livello mondiale e l’1,7% in Europa.
“La transizione energetica del trasporto marittimo deve essere globale, non solo europea”, ha sottolineato, ricordando che a pagare il prezzo più alto oggi sono traghetti e crociere, pilastri fondamentali per la mobilità e il turismo continentale.



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