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Al 3° Forum Space&Blue al Mimit, Giorgio Ricci Maccarini rilancia le tecnologie underwater

Nel corso dell’intervista rilasciata al 3° Forum Space&Blue, Giorgio Ricci Maccarini, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale Economia del Mare BIG, ha sottolineato come le tecnologie underwater rappresentino un’area di sviluppo sempre più centrale nella convergenza tra Spazio e Blue Economy. Il manager ha richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra i due domini, evidenziando come il valore della collaborazione sia già visibile in diversi progetti e applicazioni operative.

Una collaborazione sempre più concreta tra spazio e mare

Per Maccarini, la cooperazione tra ecosistemi spaziali e marittimi non è più una prospettiva futura, ma un processo già in atto, sostenuto da esigenze operative e opportunità tecnologiche. Le infrastrutture satellitari svolgono un ruolo abilitante per molti servizi marittimi e costieri, dalla sorveglianza alla sicurezza, dalla raccolta dati al monitoraggio di fenomeni ambientali.

Questa integrazione, ha spiegato, richiede un costante scambio di competenze, la capacità di “parlarsi e conoscersi” e soprattutto una visione condivisa che metta in relazione attori pubblici e privati.

Tecnologie underwater: un dominio in espansione

Al centro dell’intervento vi è la convinzione che le tecnologie underwater rappresentino un settore emergente con enormi potenzialità. Maccarini ha evidenziato come l’interesse verso l’ambiente subacqueo stia crescendo, spinto dalla necessità di:

  • migliorare la sicurezza delle infrastrutture critiche;
  • monitorare e proteggere gli ecosistemi marini;
  • sostenere applicazioni duali connesse a spazio, difesa e industria;
  • sviluppare nuovi sistemi per raccolta dati, comunicazione e sorveglianza.

Il dominio underwater, ha affermato, è uno dei più promettenti per innovazione, ricerca e nuove collaborazioni industriali.

Una visione integrata per guidare i prossimi sviluppi

Maccarini ha ribadito la necessità di lavorare “insieme”, costruendo un ecosistema in cui spazio e mare non procedano più come comparti separati ma come ambiti complementari. Le tecnologie underwater, integrate con infrastrutture satellitari e capacità di osservazione della Terra, possono generare soluzioni di grande valore per sicurezza, sostenibilità e protezione ambientale.

Per raggiungere questo obiettivo serviranno investimenti, visione strategica e una crescente collaborazione tra istituzioni, industria e ricerca.

Conclusione

L’intervista conferma che le tecnologie underwater non sono soltanto un tema emergente, ma un asse strategico della convergenza tra Spazio e Blue Economy. Una collaborazione più strutturata tra i due ecosistemi sarà determinante per affrontare le sfide dei prossimi anni e valorizzare il contributo dell’Italia in un settore in piena evoluzione.

Michelangelo Moles
Michelangelo Moles
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Redazione Economia del Mare Magazine