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Esposito, Tagliacarne: “La Toscana è la terza in Italia dopo Liguria e Friuli per capacità di moltiplicare le risorse dell’economia del mare”

L'intervento del Direttore Generale del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarnea a "La spinta del mare: forum sulla blue economy" che si è svolto oggi a Livorno

Nel corso del primo panel de “La spinta del mare: forum sulla blue economy”, dal titolo GREEN DEAL E BLUE ECONOMY: DOVE SIAMO, è intervenuto GAETANO FAUSTO ESPOSITO, Direttore Generale Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne.

“Mi focalizzerò sull’economi della Regione Toscana.

L’economia del mare a livello di produzioni di bene e servizi fa poco meno di un terzo di quella nazionale.

L’estensione costiera della Toscana è importante, ma occupa meno della media italiana. Cosa definiamo per filiera del mare: 7 settori. Dall’ittica alla cantieristica alla logistica alle estrazioni e alle attività sportive e ricreative. Perimetro che monitoriamo da più di dieci anni come Istituto Tagliacarne.

L’economia del mare nel 2022 fa più di 64 miliardi di euro in Italia, come incidenza diretta.

Incidenza di poco meno del 4 per cento su quella nazionale. Variazione più che doppia nel 2021-2022 rispetto all’Italia. Sono 228mila le imprese.

La crescita dell’economia del mare è diffusa in tutti i settori. Molto guidata dalla logistica, dalla cantieristica/nautica.

Con gli effetti indiretti per ogni euro che si produce nelle filiere dell’economi del mare se ne generano un altro 1,8. Quindi il valore complessivo è di 178 miliari.

L’effetto moltiplicazione in toscana è più elevato.

L’anno prossimo sfioreremo forse i 200 miliardi.

Ma tutti i settori contribuiscono nello stesso modo?

No. Quelli della logistica e della cantieristica hanno una capacità maggiore di essere moltiplicatori.

L’economia del mare è più interconnessa al centro-nord. Maggiore capacità di moltiplicazione. La Toscana è la terza in Italia dopo Liguria e Friuli per capacità di moltiplicare le risorse dell’economia del mare.

Nel Mezzogiorno e nel centro ha produttività inferiore rispetto ad altre regioni. Se avesse il sud le stesse capacità del Nord, al Sud si avrebbero 15 miliardi in più di valore aggiunto”.

“E veniamo alla Toscana – prosegue Esposito -: 42 comuni. I comuni del mare hanno una densità maggiore rispetto agli altri comuni. L’economia del mare fa un quarto del valore aggiunto della Regione. Ma traina.

In Toscana l’economia del mare produce 5 miliardi di euro. Produce di più rispetto all’Italia come incidenza. Ma anche se la crescita dell’economia del mare è superiore rispetto alla crescita dell’economia complessiva della Toscana, non ha la velocità dell’economia del mare a livello italiano.

Perché potrebbe performare meglio? Perché abbiamo una capacità maggiore di moltiplicare le risorse rispetto all’Italia: per 1 euro se ne producono altri 2. L’incidenza dell’economia mare come produzione rispetto all’economia complessiva è superiore rispetto a quella italiana. Quindi la velocità non è paragonabile a quella del resto del paese. Sulla capacità di moltiplicazione dei settori, tutti i settori che compongono la filiera hanno valori di moltiplicatori superiori rispetto a quella nazionale. Nella logistica per ogni euro se ne producono 3,5.

Livorno da sola come provincia fa quasi un terzo di tutto il valore aggiunto dell’economia del mre della Toscana. In termine di valori assoluti è l’ottava provincia in Italia.

Ma se rapportiamo l’economia del mare al totale, Livorno diventa la seconda, seguendo Trieste.

Ma non solo Livorno: anche a livello nazionale abbiamo Grosseto e Massa Carrara. Queste due, insieme a Livorno, fanno un terzetto da tener presente. Insieme fanno 2 miliardi e mezzo di valore aggiunto diretto. Ma con capacità di generare risorse superiori rispetto alla capacità medi regionale. Livorno si caratterizza anche dal punto di vista occupazionale.

Il sistema imprenditoriale è evidente che si posiziona bene. C’è una criticità sulle imprese giovanili: ma a livello nazionale si registra una riduzione del 40 per cento circa. Si stanno riducendo perché c’è meno voglia di fare attività imprenditoriale. E il dato è più alto in Toscana.

Per le imprese femminili i dati toscani sono allineati pressoché.

Per le imprese straniere nel settore mare crescono di più e sono di più rispetto ai dati nazionali”.